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I mercati e le banche centrali
Effetto mutui, l’Italia rivede la crescita
Il Pil potrebbe essere corretto all’1,8%. L’impatto del mercato immobiliare
STRUMENTI
MILANO — I tecnici del Tesoro hanno cominciato a ragionarci su e per ora si tratta solo di ipotesi. Ma non si può escludere che, alla fine, la crisi finanziaria internazionale innescata dalla bufera americana sui cosiddetti mutui subprime faccia sentire il suo peso sull’economia italiana, con gli inevitabili effetti negativi sul Pil di quest’anno. Tanto che secondo indiscrezioni circolate ieri, le stime di crescita potrebbero subire un ritocco al ribasso di 0,2 punti percentuali, passando dal 2% già indicato dal ministero di via XX Settembre nel Dpef all’ 1,8%. Sono solo simulazioni che, nel caso, andranno confermate nella nota di aggiornamento al Documento di programmazione economica che il governo intende presentare a settembre insieme con la Finanziaria nel 2008.
Ma dal ministero dell’Economia non nascondono che il clima difficile che si è creato nelle ultime settimane potrebbe aver aggravato il quadro italiano, con uno striminzito +0,1% visto nel secondo trimestre dell’anno, e reso più complicato il raggiungimento dell’obiettivo del 2%. Già venerdì scorso il titolare del Tesoro, Tommaso Padoa- Schioppa, aveva messo in guardia dalla «vulnerabilità » dell’Italia, che si muove a scarto ridotto rispetto all’Europa, zavorrata da un debito pubblico più alto. «È troppo presto» per dire se le stime di crescita saranno riviste al ribasso, aveva detto il ministro in una dichiarazione dalla Corsica, dove ha trascorso qualche giorno di vacanza, ma «le considerazioni di fondo» sono che l’economia italiana pur avendo «risentito positivamente » della forte crescita europea «rimane una economia più debole della media».
Dunque gli «imperativi» che restano, e anzi «diventano ancor più necessari» sono quelli di «irrobustire la crescita e continuare la strada del risanamento». Quanto alle previsioni, «il mese di settembre è quello in cui si prepara la manovra di bilancio, si rivedono le stime degli andamenti macroeconomici e nel corso delle prossime settimane valuteremo se quello che sta succedendo in questi giorni modifichi qualcosa o no. In questo momento non si può azzardare nulla». E ieri è intervenuto il sottosegretario al Tesoro, Mario Lettieri, per il quale «solo consumi bassi potranno avere un’incidenza sulla crescita, meno il mercato immobiliare».
Una contrazione del Pil, ha osservato a proposito di un’eventuale revisione dei target, «potrebbe essere realistica solo laddove si dovesse registrare un blackout del mercato immobiliare e del sistema dei consumi in genere che, allo stato, non è ipotizzabile». Finora, ha aggiunto, «alla crescita del Pil ha contribuito anche l’attività immobiliare e se si blocca questa è normale che possano esserci ripercussioni. E purtroppo in Italia i consumi sono ancora fermi. Inoltre, non credo che ci sia impatto sul sistema creditizio italiano. Il problema che c’è stato negli Stati Uniti da noi non c’è: il mercato immobiliare continua ad andare bene e pressioni al momento non ce ne sono». E per quanto riguarda Italia, sono state le conclusioni, «non vedo allo stato conseguenze sulla crescita. È vero che le Borse stanno calando in questo periodo ma vediamo anche cosa hanno guadagnato negli ultimi cinque anni».
Paola Pica
19 agosto 2007


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