ROMA - L’Antitrust ha avviato l’istruttoria sull’operazione di concentrazione tra Unicredito e Capitalia. La decisione, spiega il comunicato dell'autorità, deriva dalla necessità di accertare i rischi di creazione di una posizione dominante lesiva della concorrenza su diversi mercati relativi al settore bancario tradizionale, al settore del risparmio gestito, a quello dell’investment banking, al settore assicurativo nonché ad altri mercati collegati non strettamente bancari.
L’Autorità esaminerà anche i legami azionari e personali post fusione con altri primari operatori nei mercati rilevanti. Si tratta, spiega il comunicato, del gruppo Generali e del gruppo Mediobanca che opereranno «in un contesto che rischia di essere caratterizzato da una forte riduzione delle pressioni competitive con la nuova banca nei rami dell’assicurazione vita e nel settore dell’investment banking». Il procedimento si chiuderà entro il prossimo 7 ottobre.
La fusione tra Unicredit e Capitalia, si legge nel comunicato dell’Antitrust, determinerà la costituzione di uno dei principali gruppi bancari italiani e dell’area euro, con una capitalizzazione di mercato di quasi 100 miliardi di euro e una rete distributiva in Italia costituita da oltre 5.000 sportelli e da più di 3.000 promotori finanziari. La fusione comporterà, alla luce delle peculiarità della struttura dei gruppi interessati all’operazione, vari effetti che l’autorità ha ritenuto meritevoli di approfondimento. Si tratta, in successione, di un considerevole ampliamento della rete distributiva, di un incremento del potere di mercato nell’attività a monte della produzione/gestione di vari mercati e di un arricchimento della gamma e tipologia di servizi offerti.
L'istruttoria accerterà i rischi di creazione di una posizione dominante sui mercati del settore bancario tradizionale, del risparmio gestito, dell’investment banking, del settore assicurativo. L’Autorità ha ravvisato, infatti, rischi di eccessivo potere di mercato nel settore della raccolta e degli impieghi bancari in diverse province italiane, molte delle quali localizzate in Sicilia e nel Lazio. Ulteriori settori oggetto di analisi nella fase istruttoria saranno quello dei prodotti assicurativi vita e dell’investment banking, dove entrambe le parti sono attive e nel quale il contesto competitivo potrebbe risultare allentato per i legami che caratterizzano la nuova entità.
Il faro dell'Antitrust si concentrerà anche sui rapporti con altri due big italiani: Mediobanca e Generali. L’Autorità. si legge nella nota, analizzerà i legami azionari e personali post fusione con altri primari operatori nei mercati rilevanti, i quali, allo stato, appaiono difficilmente qualificabili come concorrenti effettivi, attuali e potenziali: Generali e Mediobanca che, alla luce delle nuove partecipazioni detenute dalle parti, tanto nella compagine azionaria che nei patti parasociali, nonché nella governance e in considerazione dei legami incrociati, opereranno in un contesto che rischia di essere caratterizzato da una forte riduzione delle pressioni competitive con la nuova banca nei rami dell’assicurazione vita e nel settore dell’investment banking.